Dal 21 al 23 giugno la Capitale ha ospitato la nona edizione del Congresso del Registro Osteopati d’Italia, un evento che ha rappresentato l’occasione per festeggiare i 150 anni della professione e un importantissimo traguardo: l’ingresso ufficiale negli atenei italiani.

Difatti, in occasione della tavola rotonda “Osteopatia nuova professione sanitaria” tenutasi nella prima giornata di lavori, sono state annunciate le università che daranno avvio al primo anno del percorso di studi triennale già con l’anno accademico 2024-2025. La categoria è tuttavia ancora in attesa del decreto sulle equipollenze che chiuderà l’iter legislativo in attesa della creazione dell’albo professionale.

Per il prossimo anno accademico l’istanza per l’avvio dei corsi è stata presentata dall’Università degli Studi di Firenze e dall’Università degli Studi di Verona; ricevuto il parere favorevole del CUN la richiesta è attualmente al vaglio dell’Agenzia Nazionale di valutazione e ricerca – ANVUR. L’Università degli Studi di Torino punta invece ad avviare il corso nell’anno accademico 2025/2026, all’interno del corso di laurea in Neuroscienze.

Un passo importante verso la formazione dei professionisti di domani

«Siamo lieti di apprendere dell’impegno per l’avvio dei primi corsi di laurea proprio durante le celebrazioni dei 150 anni della disciplina, nata il 22 giugno 1874» ha dichiarato in apertura la Presidente del ROI, Paola Sciomachen, la quale ha proseguito: «Le università stanno lavorando con entusiasmo e il ROI vuole garantire la massima apertura e collaborazione a loro e a tutti gli atenei italiani, con l’obiettivo che si possano sviluppare programmi formativi d’eccellenza, che non prescindano dalla presenza degli osteopati nella trasmissione delle competenze osteopatiche. La nostra categoria aspetta adesso che l’ultimo decreto dedicato alle equipollenze possa arrivare in tempi brevi. È un’esigenza non solo degli osteopati e dei cittadini che da anni si rivolgono con fiducia alla nostra professione, ma ora anche del mondo accademico che si prepara a formare i professionisti di domani».

«Siamo finalmente arrivati allo sbocco finale di questo lungo percorso per la regolamentazione dell’osteopatia» ha dichiarato Cristina Rinaldi, Direttore dell’Ufficio Disciplina delle professioni sanitarie della DG delle Professioni sanitarie e delle risorse umane del SSN del Ministero della Salute, la quale ha informato che i lavori procedono a ritmi serrati con l’obiettivo di chiudere l’iter e arrivare al decreto sulle equipollenze entro l’anno in corso. «Siamo orgogliosi di quanto abbiamo fatto finora e posso dire che aver collocato l’osteopatia nell’ambito dell’area della prevenzione riconosce una dignità particolare a questa professione, soprattutto se pensiamo che la cronicità e la fragilità saranno i temi fondamentali del nostro Sistema salute».

L’impegno degli atenei italiani 

«Seguiamo da tempo il tema dell’osteopatia e abbiamo subito colto la domanda che viene dal mondo della salute per avviare il corso di laurea. Abbiamo, quindi, accelerato il nostro lavoro per presentare immediatamente l’istanza al Ministero, con l’obiettivo di partire con il programma formativo già nel prossimo anno accademico. La nostra richiesta ha ottenuto il riscontro positivo del CUN e siamo fiduciosi di poter accogliere i primi studenti a settembre nell’Ateneo di Firenze» ha dichiarato Betti Giusti, Professore Ordinario di Patologia clinica dell’Università degli Studi di Firenze.

«L’Università degli Studi di Torino si è posta l’obiettivo di aprire il corso di laurea per l’anno accademico 2025/2026» ha sostenuto Alessandro Mauro, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze “Rita Levi Montalcini” dell’Università degli Studi di Torino. «Il dipartimento in cui verrà incardinato il nuovo Corsi di Laurea è quello di Neuroscienze, dandogli così una veste che pensiamo possa essere innovativa e molto utile anche per la crescita della professione di osteopata. Come neuroscienziati, siamo interessati a introdurre le tecniche e gli approcci tipici dell’osteopatia in ambiti di ricerca di nostra specifica competenza».

Verso il decreto equipollenze

Gli osteopati possono svolgere un ruolo importante nel contesto della prevenzione in un’ottica che punti sempre più sulla multidisciplinarietà e su un approccio One Health. Per far ciò è necessario lavorare a percorsi abilitanti e titoli autorizzativi e, soprattutto, accelerare sul decreto delle equipollenze.

In tal senso, Marco Sbarbaro, Presidente AISO – Associazione italiana scuole di Osteopatia ha auspicato la massima collaborazione con i ministeri in questa fase di lavoro sulle equipollenze «per mettere a disposizione la nostra decennale esperienza nella formazione osteopatica in Italia. Riteniamo di avere un grande valore dal momento che nel corso degli anni abbiamo investito molto nella formazione».

In chiusura la senatrice Elena Leonardi, Segretario della Commissione Affari Sociali del Senato, ha affidato a un videomessaggio il suo augurio: «siamo felici di aver affiancato l’osteopatia in questi importanti passaggi che l’hanno resa professione sanitaria. Continueremo a essere a disposizione della categoria per i traguardi fissati per il futuro».