La dieta mediterranea si (ri)conferma strategica nel contrastare la mortalità oncologica.
Le evidenze, recentissime, arrivano dallo studio “Moli-sani”, condotto nell’ambito del Progetto UMBERTO (Verso Una rinnovata epideMiologia nutrizionale e Biologica pEr la salvaguaRdia della saluTe e la prevenziOne dei tumori), tramite la Piattaforma Congiunta Fondazione Umberto Veronesi ETS – Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), in collaborazione con l’Università LUM “Giuseppe Degennaro” di Casamassima (BA).
Lo studio, che è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista americana JACC CardioOncology, ha mostrato come la dieta mediterranea sia un ottimo alleato per la salute anche dopo una diagnosi di tumore.
Le potenzialità della Dieta Mediterranea (DM)
Effetti benefici a largo spettro, non solo su una o poche neoplasie, ma su qualunque tipo di tumori: la DM, assunta con regolarità, sarebbe in grado di ridurre la mortalità oncologica, con azione positiva anche su quella cardiovascolare.
Un regime alimentare mediterraneo, a base prevalentemente vegetale, aumenterebbe la sopravvivenza in persone con diagnosi di tumore.
Sono le evidenze emerse dallo studio epidemiologico “Moli-sani”, un ampio e prolungato progetto partito nel marzo 2005, con quartier generale presso Neuromed, che aveva l’obiettivo di valutare l’influenza di fattori ambientali e genetici nello sviluppo di malattie cardiovascolari e di tumori.
Ovvero, determinare possibili eventuali effetti sull’evoluzione, controllo, progressione, impatto generale su questa tipologia di malattie.
Lo studio ha coinvolto circa 25.000 cittadini, residenti in Molise che sono stati monitorati per oltre 13 anni in relazione alle abitudini alimentari cui sono stati anche offerti specifici consigli dietetico-nutrizionali.
Le premesse
Gli studi attualmente condotti sulla relazione stile alimentare-patologia oncologia in ambito internazionale, americano e europeo, si sono concentrati in larga misura a valutare gli effetti sito-specifico, limitando la generalizzabilità alla popolazione più ampia di sopravvissuti.
Obiettivo dello studio Moli-Sani era pertanto ampliare questa “visione” valutativa a un più ampio numero di pazienti, globalmente con diagnosi oncologica, indipendentemente dalla tipologia di tumore, al fine di determinare l’eventuale influenza sulla lungo sopravvivenza, specificatamente riferita alla riduzione della mortalità, partendo da dati dietetici post-diagnosi.
I ricercatori hanno pertanto esaminato i dati della popolazione inclusa nello studio Moli-Sani dal 2005 al 2010: oltre 24.325 uomini e donne di età ≥ 35 anni residenti nella regione meridionale italiana del Molise, tra cui sono stati poi selezionati 849 partecipanti, con un numero definitivo di 802 pazienti, 476 donne (59%) e 326 uomini (41%) con un’età media di 63 ± 12 anni, che riportavano diagnosi di qualsiasi tipo di cancro all’ingresso nello studio (alla visita basale).
L’assunzione delle DM nei 12 mesi precedenti l’arruolamento è stata misurata utilizzando un questionario semiquantitativo sulla frequenza alimentare somministrato dall’intervistatore.
I risultati
Dimostrano che la DM favorisce la sopravvivenza. Pazienti che avevano ricevuto una diagnosi per qualsiasi tipo di tumore e che avevano aderito a questo regime alimentare nell’anno precedente il loro ingresso nello studio, mostravano di vivere più a lungo rispetto a chi se ne distaccato o non era costante nella sua assunzione.
Durante 12,7 anni di follow-up (9.279 anni-persona) sono stati registrati un totale di 248 decessi per tutte le cause, inclusi 59 decessi cardiovascolari e 140 per cancro. Tra i decessi cardiovascolari, il 25,4% era dovuto a cardiopatia ischemica e il 23,7% a malattie cerebrovascolari, tuttavia la maggiore aderenza alla DM è stata associata a tassi di mortalità per tutte le cause inferiori del 16% (HR, 0,84; IC al 95%, 0,71-0,99; P = 0,038).
Considerando che la lungo sopravvivenza al cancro è destinata ad aumentare nel tempo, e dunque anche il numero di pazienti con malattia, è obiettivo prioritario della ricerca identificare terapie sempre più mirate ed efficaci per contenere costi assistenziali e migliorare la qualità di vita del paziente: l’attenzione agli stili di cita ed in particolare la buona tavola, una alimentazione sana e mediterranea, favorirebbe questo obiettivo.
In conclusione
Non bisogna mai smettere di fare prevenzione: è questo il messaggio chiave emerso dallo studio Moli-Sani.
«I dati– commenta Licia Iacoviello, direttore del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed e Professore Ordinario di Igiene Generale e Applicata dell’Università LUM – mostrano infatti che le persone che avevano avuto un tumore e che riferivano di aver seguito uno stile alimentare mediterraneo avevano un rischio di mortalità più basso di chi invece non aveva seguito la DM, particolarmente evidente per quella cardiovascolare. Si evince, inoltre, un altro dato importante: tumori e malattie cardiovascolari, anche se apparentemente diversi, condividono gli stessi fattori di rischio noto in letteratura come “common soil”, un terreno comune da cui si originano queste diverse patologie».
Fonte
Bonaccio M, Di Castelnuovo A, Costanzo S et al. Mediterranean Diet is associated with lower all-cause and cardiovascular mortality among long-term cancer survivors. J Am Coll Cardiol CardioOnc, 2024. Doi: 10.1016/j.jaccao.2024.05.012