Obiettivo dello studio era esaminare eventuali associazioni tra diverse sottoclassi di acidi fenolici – tra cui acidi idrossicinnamici e clorogenici – e rischio di insorgenza di tumore mammario.
I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti su 10.812 donne di mezza età nell’ambito del progetto SUN (Seguimiento Universidad de Navarra), uno studio osservazionale iniziato nel 1999. Mediante compilazione di un questionario sulla frequenza alimentare, è stata valutata la dieta delle partecipanti, in particolare l’apporto dei composti di natura fenolica e di alcune sottoclassi. Il 37% dei polifenoli totali assunti era costituito da acidi idrossicinnamici, in particolare acidi clorogenici, derivati perlopiù da caffè, frutta e verdura.
In seguito a un follow-up mediano di 11,8 anni, sono stati accertati 101 casi di tumore mammario, ed stata rilevata un’associazione inversa tra l’assunzione di acidi idrossicinnamici e insorgenza della patologia nelle donne in post-menopausa; l’associazione inversa più rilevante è stata individuata con gli acidi clorogenici.
In conclusione, quindi, lo studio evidenzia come una maggiore assunzione di acidi idrossicinnamici – in particolare acidi clorogenici – si associ con un ridotto rischio di sviluppare un carcinoma mammario nelle donne in post-menopausa (non in quelle più giovani).
I ricercatori sottolineano la necessità di ulteriori studi per corroborare i risultati ottenuti.
Articoli correlati
Il consumo di frutta e verdura può attenuare i sintomi della menopausa
Malnutrizione per eccesso e cancro al seno: possibili interazioni