Prostrazione, rallentamento delle capacità psichiche, perdita si appetito, di massa adiposa e muscolare, generale deperimento fisico. Sono le manifestazioni della cachessia, indotta ad esempio dalle terapie oncologiche.

Un problema, non solo del singolo paziente ma di salute pubblica. Pertanto la ricerca si sta attivando per studiare il miglior controllo, fino alla prevenzione di questo stato, anche con il ricorso a terapie complementari, come la medicina tradizionale cinese.

Uno studio, recentemente pubblicato su Phytotherapy Research, sembra offrire una opportunità.

Gli approcci

Farmacoterapia, esercizio fisico e intervento nutrizionale, sono la via terapeutica – il gold standard – ad oggi seguito per contrastare la cachessia, ma i risultati restano insoddisfacenti.

Pertanto è all’indagine l’utilizzo di medicine a base di erbe (HM), derivanti in particolare dalla medicina tradizionale cinese (MTC), che sembrerebbe da secoli impiegarle nella gestione di questa condizione clinica.

La ricerca degli studi attualmente condotti in letteratura è stata fatta tramite dodici database, tra cui EMbase, PubMed, Web of science, Cochrane CENTRAL, CINAHL, CINAHLPlus, PsycINFO, AMED, China Biology Medicine disc (CBM), China National Knowledge Infrastructure (CNKI), Wanfang e Chongqing VIP (CQVIP).

Successivamente è stata avviata una metanalisi su 66 studi, per un totale di 3.654 pazienti con diagnosi di cachessia neoplastica, di cui 1.833 assegnati al gruppo di intervento che utilizzava la medicina erboristica (HM) nella medicina complementare e alternativa studio e 1.821 al gruppo di controllo. 

I risultati

Particolare attenzione è stata data ad alcuni indicatori, quali KPS, Indice di KARNOFSKY (RR = 1,84, IC 95% = [1,61, 2,09], p < 0,00001), tasso di eventi avversi (RR = 0,37, IC 95% = [0,23, 0,58], p < 0,0001), albumina (MD = 2,14, IC 95% = [1,56, 2,71], p < 0,00001), emoglobina (MD = 4,88, IC 95% = [3,26, 6,50], p < 0,00001), effetto della sindrome TCM (MD = 1,47, IC 95% = [1,31, 1,65], p < 0,00001), effetto del peso (RR = 1,62, IC 95% = [1,34, 1,95], p < 0,00001), effetto dell’appetito (RR = 1,23, 95 %CI = [1,13, 1,34], p < 0,00001), FAACT (RR = 7,81, 95%CI = [6,12, 9,50], p < 0,00001), PG-SGA (MD = -2,16, 95%CI = [- 2,65, -1,67], p < 0,00001) e QOL (MD = 5,76, IC 95% = [4,04, 7,48], p < 0,00001).

I dati hanno confermato la testi dei ricercatori: HM o HM combinati con il trattamento convenzionale contribuiscono a migliorare gli effetti della cachessia sotto tutti gli aspetti.

In particolare l’analisi dei sottogruppi di cinque HM ha mostrato specifiche particolarità, ad esempio il miglioramento del KPS e le loro dosi ottimali erano associati a Coicis Semen (Yiyiren) nel gruppo da 10 g, a Citri Reticulatae Pericarpium (Chenpi) nel gruppo da 15 g, a Dioscoreae Rhizoma (Shanyao) nel gruppo da 10 g, Ophiopogonis Radix (Maidong) nel gruppo da 10 g e a Ginseng Radix Et Rhizoma (Renshen) nel gruppo da 20 g.

In conclusione si potrebbero ipotizzare benefici dall’utilizzo di HM per la cachessia tumorale su FAACT (functional assessment of anorexia/cachexia therapy) sindrome TCM, KPS, QOL, appetito, stato nutrizionale, peso, livelli di albumina ed emoglobina. Migliorato anche il tasso di eventi avversi, inferiore rispetto a quello registrato dalla medicina occidentale. 

In buona sostanza

Le erbe che svolgerebbero il miglior effetto curativo e la loro dose ottimale sono riferiti a Dioscoreae R. (10 g), Citri R.P. (15 g), Coicis S. (10 g), Ophiopogonis R. (10 g) e Ginseng R.E.R. (20 g).

Dati che tuttavia dovranno essere confermati da ulteriori studi in relazione alla qualità delle indagini ad oggi condotte, non sempre elevata, al fine di stabilire con certezza l’efficacia clinica dell’HM.

Fonte

Chen G, Wang N, Yang R et al. Efficacy and safety of herbal medicines intervention for cachexia associated with cancer: A systematic review and meta-analysis. Phytother Res, 2023, 37(11):5243-5278. Doi: 10.1002/ptr.7956.