Una malattia “invisibile”: la fibromialgia, affligge solo in Italia circa 2 milioni di persone, ed è causa di dolore cronico, inteso e diffuso, associato a stanchezza e sonno disturbato per citare solo alcune delle principali conseguenze. Si accompagna a un forte impatto umano e sociale.

Eppure è misconosciuta, “inaccettata”, per le sue manifestazioni non percepibili da chi la malattia non la vive e sperimenta.

Meritevole di un approccio integrato, che prevede il ricorso a trattamenti farmacologici e non farmacologici e l’educazione al paziente, trae benefici anche e soprattutto da attività fisica e cure termali.

Trattamenti che aiutano a gestire alcuni aspetti della problematica, principalmente la componete dolorosa, la più cruciale: è quanto sottolineano gli esperi Gianfranco Beltrami, fisiatra, cardiologo, medico dello sport e nutrizionista, Marco Conti, specialista in fisioterapia e idrologia medica, in occasione di un incontro organizzato da COTER (Consorzio del Circuito Termale dell’Emilia Romagna), in collaborazione con ATP Emilia-Romagna e A.M.R.E.R, Associazione Malati Reumatici Emilia-Romagna.

La sindrome

Non una semplice patologia, ma una vera e propria sindrome, dall’elevato impatto per le sue svariate implicazioni. Il dolore fisico, intenso e diffuso, cronico che non abbandona fino a diventare invalidante e demotivante, la componete psicologica e psicosomatica che la fibromialgia si porta “dentro” rappresentando un importante aggravio per la condizione fisica.

La mancanza di un supporto sociale, spesso anche famigliare, invece fondamentale per affrontare la fibromialgia e provare a superarla o almeno ad alleggerire la condizione.

È essenziale, inoltre, che il paziente sia educato ad uno stile di vita sano, a partire dall’alimentazione, che prevede una dieta a basso contenuto di cibi infiammatori (processati, di produzione industriale ad esempio) a favore invece di una dieta colorata, ad base vegetale in prevalenza, ricca di frutta e verdura biologici, pochi carboidrati e zuccheri, con riduzione di legumi e caffè per non stimolare l’insorgenza di colon irritabile e introduzione di cibi che possono aiutare l’attività dei mitocondri, contenenti ad esempio selenio e zinco, come spinaci e pomodori. 

Attività fisica in acqua termale

La sinergica combinazione è più efficace. Tra i trattamenti non farmacologici, l’attività fisica rappresenta un supporto sostanziale che impatta positivamente sul controllo del dolore e, in generale, nella gestione della fibromialgia nella sua complessità e totalità.

Diversi studi hanno dimostrato che trigger della patologia è l’iperattività del sistema nervoso simpatico, che può determinare una maggiore vascolarizzazione nei punti dolorosi, oltre che il malfunzionamento di aree cerebrali responsabili della trasmissione e modulazione del dolore stesso.

Fra i trigger riconosciuti vi è anche il coinvolgimento e l’attività di alcuni ormoni, fra questi serotonina e dopamina, che incidono in maniera negativa sull’umore. Una condizione che, a caduta, genera nell’organismo un’errata interpretazione degli stimoli dolorosi, soprattutto da parte di alcuni neurotrasmettitori coinvolti nella modulazione della componente dolorosa.

Vi è evidenza che questo circolo vizioso trae sollievo dall’attività fisica, specie quando praticata in acqua termale: una associane positiva che si è dimostrata capace di regolare l’attività del sistema nervoso autonomo dei pazienti fibromialgici.

«L’attività fisica, praticata in maniera regolare e in particolar modo il movimento in acqua termale – spiega Beltrami –può contribuire a contrastare gli stati dolorosi anche intensi, aumentando la tolleranza al dolore. L’attività fisica è infatti in grado di modificare i processi di trasmissione nervosa, favorendo l’attivazione delle fibre nervose che riducono il dolore dal cervello alla periferia, oltre che di inibire le vie nervose che lo fanno percepire con maggiore intensità».

Il movimento è quindi essenziale non solo come strumento preventivo, ma anche come trattamento vero e proprio. «È fondamentale iniziare l’attività fisica in maniera graduale – precisa Conti – cominciando con attività blande e leggere, sotto la guida di personale esperto come i fisioterapisti. Meglio ancora se l’attività, quindi la ginnastica dolce, viene svolta in acqua termale a 34°C: effettuata un paio di volte a settimana, è in grado di combinare i benefici derivanti dall’esercizio fisico all’azione decontratturante esplicata dal calore e dall’effetto antiinfiammatorio dei sali minerali contenuti nell’acqua tremale che aiutano anche il migliore galleggiamento».

Oltre a queste altre attività rilassanti possono dare sollievo alla fibromialgia: yoga, Tai Chi, meditazione sono fra queste. Il paziente, inoltre, ha bisogno di essere ascoltato, educato, sensibilizzato e informato su rischi e conseguenze che possono correlare alla malattia.

Le Terme dell’Emilia Romagna

Centro di eccellenza per il trattamento di questa patologia, propone da 5 anni specifici percorsi termali, e programmi di attività fisica adattata, studiati per contrastare i dolori causati dalla fibromialgia.

I programmi, ciascuno con sedute di circa 1 ora, prevedono una fase di adattamento nella vasca/piscina che favorisce il rilassamento, seguita da attività di mobilizzazione degli arti superiori e inferiori, e esercizi di stretching dei vari segmenti corporei, la stimolazione propriocettiva ed una fase conclusiva di defatigamento con benefici che il paziente tende già a riferire dopo le prime sedute del programma.

«I benefici derivano dalla combinazione dell’effetto miorilassante a analgesico – aggiunge Lino Gilioli, Presidente COTER – con il valore aggiunto che l’esercizio in acqua consente di ridurre il peso corporeo e di sopprimere il lavoro antigravitazionale dei muscoli, con tutti i vantaggi che ne conseguono».

Un eventuale percorso terapeutico in acque termali, deve necessariamente essere affiancato da un percorso di conoscenza della malattia unitamente ad uno stile di vita salutare e non sedentario.

Le Terme dell’Emilia Romagna offrono 23 accessi in 12 mesi (3 settimane di attività), con ricetta rossa, meglio se praticati in primavera e in autunno al fine di prolungare il benessere anche in estate.

Di norma i programmi vengono organizzati e svolti in piccoli gruppi di 6-10 personae: un numero ideale che crea “amicizia”, una solidarietà fra i pazienti che incentiva alla pratica, migliora la compliance e stimola all’impegno con continuità.

Sono comprovati i benefici di questi programmi, specie di attività fisica e acque termali, sull’apparto osteoarticolare, sonno, componente psico-emotiva, stimolazione del BDNF (fattore neutrofico cerebrale), a vantaggio di un impatto positivo dunque anche a livello cognitivo.